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Tempio San Paolo

I lavori per la costuzione del tempio iniziarono il 4 Aprile 1925; la posa della prima pietra avvenne il 28 giugno; per difficoltà di vario genere, i lavori furono sospesi a fondazioni ultimate e ripresi verso la fine dell'estate 1926. Il 28 Ottobre 1928, con una settimana di solenni celebrazioni, la chiesa venne benedetta da mons. Francesco Re, vescovo di Alba.

Tempio San PaoloFu consacrata solo il 25 novembre 1990 con gli aggiornamenti strutturali richiesti dal Concilio. Archiettetto fu l'ing.Giuseppe Gallo, un prolifico costruttore di chiese, deceduto a fine 1926 (il busto nel corridoio della sacrestia); gli successe nella direzione dei lavori il figlio Bartolomeo. Il solenne portale,opera di Narciso Càssino, è fuso in bronzo. Lo scultore ha riassunto e superato ogni sua precedente esperienza. Nel pannello superiore San Paolo è ritratto circondato dai suoi discepoli: Luca, Tito, Tecla e Timoteo. I due battenti del portale rappresentano scene della vita di Paolo. Nella parte superiore: la conversione e il martirio; nella parte inferiore: Paolo al Concilio di Gerusalemme che ad Efeso brucia i libri di arti vane e di magia. I due pannelli mediani rappresentano le immagini della Fede e della Carità, due figure femminili stilizzate con ieratica compostezza e serena grazia.

NavataL'interno è una sola vastissima navata, a croce greca, perchè doveva permettere, nell'intuizione di don Alberione (che anticipa di quasi 50 anni il Concilio), l'altare al centro della chiesa. Alla fine, invece, venne eretto nel presbiterio. Lo stile barocco piemontese è molto temperato: uno sviluppo di fregi, di nicchie, di riquadri e di cornici per nulla pesanti. La proporzione dei vari elementi è curata con tale perizia da creare un senso di sollievo e l'anima si eleva spontaneamente a Dio. Le ampie pareti si slanciano a sorreggere la grande volta in cui si aprono grandi finestre ovoidali, a conchiglia e a rettangolo barocco. Il pavimento è disegnato a figure geometriche, realizzate con marmi policromi. Contiene pregevoli intarsi, di cui quello centrale, in perfetto asse col centro della cupola, è costituito da un pannello circolare, dove il Maestro divino è rappresentato da un'immensa croce che sovrasta il globo terracqueo.

crw_2751_1Cappella di san Giuseppe, la cui pala d'altare, di M. Barberis , raffigura la Santa Famiglia tra angeli e, sotto, una simbologia della chiesa. Il paliotto e la portella del tabernacolo sono opera di N.Càssino. Il paliotto riproduce in tre scene la storia di Giuseppe venduto dai fratelli: 1 i fratelli di Giuseppe vanno dal Faraone, 2 il Faraone li indirizza da Giuseppe, 3 Giuseppe riconosce i suoi fratelli. La portella illustra la dedizione di san Giuseppe nei confronti di Gesù con la frase di san Bernardino << Con tanto amore diede da mangiare a tutti gli eletti il Pane disceso dal cielo>>.  Segue la Cappella della Regina degli Apostoli. La pala dell'altare, opera di Piero Dalle Ceste, rappresenta Maria che dona Gesù, attorniata dagli apostoli, di cui nel cenacolo è divenuta Regina. La portella del tabernacolo di A.Tarentino, rappresenta la "vergine casta" (la chiesa) che offre il "grande pesce" (Gesù eucaristico). Il paliotto dell'altare, di V.Audagna, rappresenta la caduta e la condanna di Adamo ed Eva; alla loro destra è presente la nuova Eva, la Vergine, il cui figlio schiaccerà la testa al serpente infernale. Il presbiterio, opera di V.Audagna, ha il pavimento adornato di marmi pregiati, disposti a figure geometriche da formare come un ventaglio intorno all'altare maggiore; su di esso troneggia un tabernacolo rotondo, la cui portella, in bronzo dorato, raffigura san Paolo ministro dell'Eucarestia (opera di A.Barbieri).

La mensa poggia su di un'urna di stile romano, sul cui fronte è riprodotto, in fine altorilievo, il Mistico Agnello", dal cui seno sgorgano sette rivoli, simboli dei sette sacramenti, a cui si dissetano due cervi. L'opera maggiore del presbiterio è costituita dalla Gloria di San Paolo, una scultura poderosa in marmo di Carrara, di cui è autore V.Audagna. Al centro emerge la figura di san Paolo, imponente ed eloquente nel gesto e nella vivacità del volto. Sopra il suo capo, il busto di Cristo Maestro; ai suoi piedi personaggi, cari alla spiritualità paolina: San G.Crisostomo, San Luca, Tecla, mons. F.Re, Timoteo, e sopra, il beato G.Alberione. Sulle due colonne corinzie due grandi statue: San Bernardo e San Gregorio Magno.

L'altare "coram populo" per le celebrazioni vi è stato collocato appena l'anno 1990: con gli elementi della ex-balaustra è stato fatto il sostegno della mensa; l'artistico cancelletto, opera gradevole per il gioco di intreccio di tralci e spighe simboleggianti l'Eucarestia, è divenuto paliotto: al centro, il profeta Elia è invitato da un angelo a rifocillarsi per il lungo viaggio; due cuori riportano la frase di san G.Crisostomo: <<cor Pauli, cor Christi>>. Ai lati, in bronzo, le statue dei beati don Alberione e don Timoteo Giaccardo. Anche sull'altro lato della navata di aprono due cappelle circolari e due rettangolari. La Cappella dell'Angelo custode è l'unica ad essere completa di affreschi, realizzati da P.Dalle Ceste. La Cappella del Divin Maestro ha la pala dell'altare che lo celebra Centro del mondo come Via Verità e Vita. La portella del tabernacolo raffigura l'Ultima Cena e il paliotto la Natività, entrambi opera di F.Pirastu-Usai. La Confessionale Tempio San PaoloCappella di san Pietro ha la pala dell'altare riproducente la scena del "primato", dipinta da A.Funi; la portella del tabernacolo, un particolare, del discorso eucaristico: <<Volete andarvene anche voi?>>; il paliotto, la consegna delle chiavi, indicante il potere di guidare la Chiesa; ambedue opere di A.Alloati. L'armonica geometria dei marmi del pavimento incastona sei intarsi di compìta fattura. Il più ampio riproduce il monogramma di Cristo Maestro: una croce che sovrasta il mondo e le quattro lettere: I (Iesus) V (via) V (veritas) V (vita). Gli altri intarsi rappresentano la Chiesa, L'Eucarestia (il pesce con i pani eucaristici), i simboli dei quattro evangelisti; al fondo della chiesa lo stemma della Famiglia Paolina. Le vetrate, 22 di numero, sono tra le decorazioni più fastose del tempio; provengono dalla ditta Oidtmat di Osnabruck (Germania), all'epoca specializzata nell'arte dei colori vetrificati. La loro collocazione elevata non consente di apprezzare nei dettagli la perfezione del disegno e l'intensità dell'espressione dei personaggi. Le quattro vetrate a forma di conchiglia rappresentano episodi della vita di San Paolo (conversione, l'apostolo che scrive la lettera ai romani, martirio e glorificazione eterna); le quattro a forma ovale gli evangelisti; le dodici a forma rettangolare gli apostoli; le due più piccole, sempre a conchiglia sul fondo della chiesa, scene della vita di due discepoli di Paolo: Tito e Timoteo. La serie delle 14 stazioni della Via Crucis, disegnata dall'arch. B. Gallo, sono opera di intaglio a mano, in legno di acero montano, del provetto artigiano della ditta Riflesser di Ortisei (Bolzano). L'autore, ben coadiuvato dall'arte dell'intagliatore, ha riprodotto con vivace plasticità scene e personaggi del "Cammino del Calvario", evidenziandone di volta in volta la drammaticità ed il patetico senso dell'umana pietà.

Anche in questo caso l'elevata collocazione delle "stazioni" impedisce di coglierne la naturale bellezza. L'organo, situato sopra la bussola all'ingresso del tempio, è stato fornito dalla ditta Balbiani-Vegezzi e Bossi di Milano. Piazzato nell'ampia cantoria si evidenzia per la solenne linea architettonica della sua cassa di risonanza, progettata dall'arch. B. Gallo. Cospicui sono i dati tecnici, per i quali si classifica tra i più perfetti della Regione Piemonte: è fornito di circa tremila canne; di una consolle a tre tastiere di 51 tasti caduna; di pedaliera di 32 note; di 94 bottoncini di comando per le combinazioni armoniche.

La gamma dei suoni va dal colore classico al moderno con una larga fascia di sfumature. Nel suo lungo arco di vita, secondando la divina ispirazione, don Giacomo Alberione ha dato alla chiesa diverse istituzioni, animate tutte dallo stesso spirito ed unite nell'unico ideale apostolico: portare il vangelo a tutti e con ogni mezzo. L'insieme compone la  <<mirabile Famiglia Paolina>>, come don Alberione stesso la chiama.

In ordine di fondazione: Società San Paolo, Figlie di San Paolo, Pie Discepole del Divin Maestro, Suore di Gesù Buon Pastore, Suore di Maria Regina degli Apostoli, Istituto Maria SS.Annunziata, Istituto San Gabriele Arcangelo, Istituto Gesù Sacerdote, Istituto Santa Famiglia, Associazione Cooperatori Paolini. Don Alberione l'ha chiamata tempio dei giornalisti cattolici. La facciata, disegnata già dall'architetto G.Gallo, fu ripresa dal figlio Bartolomeo in una forma meno elaborata di stile neoclassico e realizzata nel 1964 per celebrare il 50° di fondazione della Famiglia Paolina e la chiusura del Concilio Vaticano II. Sulla balconata svettano sei gigantesche statue rappresentanti padri e dottori della chiesa, opere di A.Alloati. Lungo la trabeazione corre la scritta paolina <<sono stato eletto a difensore del Vangelo>>>.  Nel timpano è riprodotto a tutto tondo san Paolo, attorniato da discepoli; ne è autore F.Pirastu-Usai.


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