Un po' di storia della città di ALBA

Preistoria

Le prime tracce di vita della città di Alba risalgono al neolitico, tra il sesto ed il terzo millennio della preistoria.

I numerosi reperti archeologici, rinvenuti in epoche diverse, hanno contribuito a determinare la presenza di una popolazione, non più nomade, che viveva di agricoltura e caccia ed abitava in capanne di forma circolare nella zona di Borgo Piave o raggruppate in un villaggio situato sulla sponda sinistra del Cherasca, a poca distanza dalla confluenza con il Tanaro.

Conosceva il fuoco, l’uso e la lavorazione della ceramica e della pietra verde (la selce) particolarmente adatta a fornire i primi rudimentali utensili, e praticava l’allevamenti del bestiame.

Nei millenni successivi, con una graduale evoluzione, questa popolazione conobbe l’età del bronzo e quella del ferro, e venne classificata dagli studiosi con il nome di Liguri, un insieme di gruppi etnici di origine celtica. Al gruppo denominato Liguri Stazielli apparteneva Alba.

Come tutti i Liguri assimilarono con apparente facilità la civiltà dei Galli, invasori di questa zona alla fine del V secolo a.C.

La penetrazione romana, iniziata nel 190 a.C., fu completata verso il 173 con la sottomissione dei Liguri Stazielli.

Con la legge del console Gneo Pompeo Strabone, che nell’89 a.C. concedeva alle città alleate il diritto di eleggersi magistrati e sacerdoti, la città entrò nella storia con la denominazione di Alba Pompeia.

Le Torri di Alba

Le torri che dominano il centro storico furono costruite nel XIV e nel XV secolo dalle famiglie nobili della città. Si narra che un tempo Alba ne ospitasse ben cento.

Ora ne sono rimaste una ventina, alcune delle quali abbassate a livello dei tetti o incorporate in palazzi. Da Piazza Duomo ne sono visibili tre: Sineo, Paruzza e Astesiano.